COME ACCUDIRE GATTINI NEONATI RIMASTI ORFANI

Foto copiright: catadvisor (in foto Pierino a 4 settimane di vita)

Guida pratica al soccorso dei gattini di pochi giorni rimasti senza mamma gatta.

Chi si è trovato ad aiutare dei gattini di pochi giorni rimasti orfani, sa quanto è difficile e complicato fare le veci di mamma gatta. Per quanto bravi/e si possa essere non si sarà mai sufficientemente comparabili alla naturale competenza di mamma gatta. In più la mamma gatta trasmette entro le prime 24 ore dalla nascita con il “primo latte” il colostro: gli anticorpi. Se i gattini non ricevono queste difese sono esposti a qualsiasi infezione e malattia che, per gattini così piccoli, può essere fatale.

Prendersi cura e riuscire a portare i gattini così piccoli allo svezzamento richiede impegno, conoscenza e costanza ed è di fondamentale importanza farsi supportare da un bravo veterinario.

I gattini appena nati sono ciechi, inermi e indifesi. Dipendono completamente dalla loro mamma per mangiare, per la pulizia, per la termoregolazione e per riuscire ad espletare i propri bisogni. I gattini hanno gli occhi chiusi fino a 8-10 giorni. Dopo inizieranno ad aprirli. Mamma gatta gli leccherà gli occhi per aiutarli. Assolutamente in questo periodo (0-8 giorni) NON dobbiamo aprire loro gli occhi per non farli diventare ciechi. Dopo dieci giorni potremmo aiutarli (se ci accorgiamo che non riescono da soli), inumidendo leggermente un batuffolo di cotone con acqua tiepida (non calda) e passandolo delicatamente sui loro occhi. Non forzate MAI e agite sempre con estrema delicatezza. Accertatevi di lasciarli sempre puliti e asciutti.

Per qualsiasi dubbio contattate immediatamente il veterinario.

COME SOCCORRERE UN GATTINO APPENA NATO:

I gatti sono animali liberi, prima di prelevare dal territorio dei cuccioli di gatto, assicuriamoci della effettiva necessità di metterli in sicurezza. Bisogna appurare che non ci sia mamma gatta nei paraggi e che i gattini siano in una situazione di reale abbandono e di pericolo.

Se la mamma gatta non torna dopo 2 ore dobbiamo intervenire.

mamma gatta e gattini in natura

STIMIAMO L’ETA’ DEI GATTINI PER SAPERE COME MEGLIO AIUTARLI:

- 0 a 3 giorni: hanno ancora il cordone ombelicale; 
- 0 a 10 giorni: hanno gli occhi ancora chiusi;
- 15 giorni: hanno già gli incisivi in eruzione e la puntina dei canini;
- 28 giorni o più: mangiano da soli. In questo caso controllate bene che non abbiano collare oppure un tatuaggio nei padiglioni auricolari. Nel primo caso potrebbe essersi allontanato da casa, mentre nel secondo caso potrebbe appartenere ad una colonia felina o ad una associazione. 

Vediamo adesso, appurata l’età dei trovatelli, tutte le indicazioni per condurre i nostri piccoli all’età dello svezzamento.

GUIDA PRATICA PER LO SVEZZAMENTO DI GATTINI NEONATI:

 1) IL VETERINARIO:

Richiedere una visita domiciliare del veterinario per stabilire lo stato di salute dei gattini. Non li porterei nell’ambulatorio per evitare di esporli a virus, batteri, infezioni e stress. 

2) GATTA MAMMA BALIA

La soluzione migliore sarebbe quella di trovare una mamma gatta balia che li allatti. Per cercare la mamma gatta balia ci si può rivolgere al proprio veterinario, associazioni animaliste o far girare l’appello sui vari social network, gruppi e siti animalisti. Ma facciamo MOLTA attenzione a chi affidiamo queste creature indifese. La prudenza non è mai troppa.

 2a) SE TROVIAMO UNA MAMMA GATTA BALIA

Assicuriamoci che i figli naturali abbiano la stessa età dei piccoli che adotterà. Non affiancate mai cucciolate di gattini di età differente perché quelli più grandi non permetterebbero ai piccini di avvicinarsi alla mamma gatta balia e di alimentarsi. 

Accertiamoci che mamma gatta balia abbia latte  in abbondanza per tutti (i suoi gattini e gli adottati). Che sia perfettamente in salute e sana (non abbia malattie virali quali FIV, FELV, CORONA VIRUS o semplice influenza) per non mettere a repentaglio la salute dei cuccioli orfani. Controlliamo il posto dove la mamma gatta balia vive per capire se la situazione è idonea e sicura per i piccoli. Se il luogo è asciutto e pulito e se ci sono tutti i presupposti per portarli in sicurezza fino allo svezzamento. Prima di lasciare i piccoli assicuriamoci che tutti mangino e che si siano abituati alla nuova situazione e che mamma gatta balia li accetti tutti. Altrimenti è meglio riportarli a casa con noi.

2b) SE NON DOVESSIMO TROVARE UNA MAMMA GATTA BALIA potremmo acquistare per allattarli, seguendo il parere del nostro veterinario, un latte con colostro per cuccioli di gatto.

mamma gatta balia e gatto neonato al sicuro e protetto

3) PROTEZIONE E TRANQUILLITA’:

Trovare un luogo tranquillo, protetto e sicuro dove poter tenere e crescere i gattini neonati. Non tenerli a contatto con altri animali o altri gatti, per evitare di esporli a pericoli, batteri e virus che per gatti così piccoli potrebbero essere fatali.

4) LA CUCCIA:

Prendere una scatola piccola con i bordi abbastanza alti o un trasportino con l’apertura dall’alto per evitare che possano uscire. I gattini devono stare vicini, a contatto per aiutarsi a mantenere costante la temperatura corporea.

Poggiare sul fondo una traversina assorbente (una faccia plastificata e l’altra assorbente). Sul lato assorbente appoggeremo i gattini che si manterranno così asciutti. Se siamo sprovvisti di traversine possiamo in emergenza e provvisoriamente ricoprire il fondo con un po’ di carta assorbente o con un asciugamano, in modo che assorbano e non facciano bagnare la scatola e, sopra questi, un panno di pile su cui sistemare i gattini. Da evitare la lana perché può causare irritazioni e che comunque non riesce a riscaldare adeguatamente i mici. E’ importante mantenere ben pulita la “cuccia”, quindi quando la traversina (o il panno di cotone e l’asciugamano) è sporca o bagnata bisogna cambiarla. 

5) FONTE DI CALORE:

La mamma gatta riscalda i piccoli con il calore del proprio corpo. I gattini per le prime 2 settimane di vita non riescono a regolare da soli la temperatura corporea quindi è fondamentale mettere accanto ai gattini orfani una fonte di calore, senza la quale non potrebbero sopravvivere. Possiamo usare una borsa d’acqua calda (non bollente) o, in alternativa, riempiamo di acqua calda una bottiglia di plastica, avvolgiamola con un panno di cotone o con una spugna, o, meglio, infiliamola in un calzettone (fondamentale che i gattini non stiano a contatto diretto con la borsa dell’acqua calda o la bottiglia di plastica), e posizioniamola nella scatola, contro una parete: i micini istintivamente si avvicineranno. E’ importante però cambiare spesso l’acqua della bottiglia perché dobbiamo mantenerla calda: ogni due o tre ore.

Esistono in commercio anche i termofori che, permettono elettricamente di mantenere costante la temperatura. Si acquistano in farmacie e sanitarie. La temperatura consigliata è quella 1 o 2. Assolutamente vietato, invece, metterli vicino ad un termosifone o ad una stufa: seccano troppo l’aria e i micini muoiono. Se nella stanza dove abbiamo sistemato i gattini sono accesi i riscaldamenti è meglio mettere un umidificatore. Questi accorgimenti sono necessari anche se teniamo i gattini in un ambiente riscaldato o se siamo in estate.

6) ATTENZIONE ALL'OMBELICO DEL GATTINO:

L’ombelico deve essere osservato attentamente, anche se dovrebbe essere di norma reciso dalla madre. Può capitare però che sia troncato eccessivamente corto, lasciando un’apertura nell’addome che lascia una via libera per lo sviluppo di ernia o prolasso ombelicale. In questi casi è necessaria una specifica gestione della ferita attraverso anche terapia antibiotica, per prevenire onfalite e setticemia.

7) IPOTERMIA:

Prima di dare da mangiare ai gattini è indispensabile assicurarsi che non siano in ipotermia: devono essere tiepidi, poco più caldi di noi al tatto. Se non sono tiepidi o se sono addirittura freddi prima di ogni cosa dobbiamo scaldarli perché altrimenti non possono digerire quello che mangiano. Frizioniamoli quindi con un panno caldo e teniamoli vicino ad una fonte di calore (sotto la lampada ad infrarossi o sulla borsa dell’acqua calda).

8) IPOGLICEMIA:

altrettanto importante è valutare se i gattini sono in ipoglicemia (carenza di glucosio nel sangue): avvicinando la mano alla testa del gattino questo dovrebbe iniziare a dare dei colpetti con la testa (per stimolare la fuoriuscita del latte) e a far ondeggiare il muso in cerca del capezzolo. Se invece non reagisce, prima di dargli il latte dategli 1 ml di acqua e zucchero calda (non bollente!) ogni 15 minuti, sino a quando non muoverà la testa come spiegato prima.

9) COME ALIMENTARLO:

Assolutamente non dobbiamo utilizzare e somministrare Il latte vaccino. Non è adatto per i gattini. Ha poche proteine e meno grassi e non riesce a fornire al gattino il giusto nutrimento. UTILIZZIAMO invece è il latte in polvere con colostro per gattini che troviamo in farmacia. Per prepararlo seguite attentamente le istruzioni riportate sulla scatola, ma solo per la prima e la seconda poppata, chiedendo conferma al veterinario) potrebbe essere meglio aggiungere un po’ di acqua in più rispetto a quanto suggerito, per dare ai gattini il tempo di adattarsi a questa nuova pappa e non andare in diarrea. Il latte in polvere va usato appena preparato e quello che rimane non può essere usato alla poppata successiva.

Un gattino deve assumere nelle 24 ore circa il 20% del suo peso (espresso in grammi) Es. un gattino appena nato pesa sui 100 grammi e dovrà assumere almeno 20 ml di latte, distribuito su 8-10 pasti, quindi circa 2 oppure 3 ml di latte a poppata (bisogna alimentarli più o meno ogni 3 ore, notte compresa). Durante i primissimi giorni è meglio che i gattini non mangino troppo o potrebbero avere diarrea che in cuccioli così piccoli può essere piuttosto pericolosa. Se il gattino dopo un pasto miagola insistentemente forse ha ancora fame. Ovviamente man mano che i gattini crescono si deve aumentare la quantità di latte e diminuire il numero delle poppate.

Il latte non va somministrato freddo, ne bollente, ma a circa 38 gradi (tiepido-caldo insomma) per evitare diarrea o che il gatto si bruci.

L’ideale è un piccolo biberon (lo si trova facilmente in farmacia o in un pet shop), Il buco nella tettarella deve essere tale che rovesciando il biberon, senza premere, il latte esca a gocce, lentamente.

Solo per emergenza si può usare una siringa da 5 ml senza ago e fare molta attenzione a non spingere il latte velocemente in bocca al gattino per non farlo strozzare e non fargli andare il latte nei polmoni (pericolosissimo). 

L’intervento del veterinario dovrà essere immediato se il gattino respira male, mangia poco o non mangia e continua a miagolare tra una pasto e l’altro (I cuccioli dormono tra un pasto e l’altro).

E’ facile capire se un cucciolo ha fame: quelli che non sono nutriti abbastanza miagolano lamentandosi, oscillano la testa da un lato e dall’altro e succhiano ciò che hanno a portata di bocca nella cesta).

10) POSIZIONE ALLATTAMENTO:

I gattini devono essere allattati mantenendoli a pancia in giù, mai ribaltandoli a pancia in su: potrebbe essere pericoloso.

allattamento gattino neonato

11) PESO DEL GATTINO

- Nei primi giorni pesatelo dopo ogni pasto, così sarete sicuri che sta crescendo ed assumendo correttamente il cibo

- successivamente pesatelo una volta al giorno, prima della poppata e sempre alla stessa ora. In media dovrebbe crescere almeno 7 grammi al giorno. Utile annotarsi il peso dei gattini. Conviene pesarli prima di una poppata in modo da non avere i pesi falsati dal latte appena bevuto.

12) DOPO IL PASTO:

Per le prime due-tre settimane IMPORTANTE:

a) Il cucciolo deve emettere l’aria che ha ingerito. Per fargli fare il cosiddetto ruttino, poggiamolo verticalmente alla vostra spalla.

b) Massaggiamo delicatamente con un fazzoletto o un po’ di cotone (meglio invece evitare le salviettine per neonati) leggermente bagnati con acqua tiepida la zona anale e genitale dei micini per simulare le leccate della madre, indispensabili per stimolare la minzione e la defecazione. Le feci devono essere color ocra chiaro e mollicce, ma non liquide. Se non è così, è meglio cambiare il latte. E’ importante mantenere sempre i gattini puliti e al caldo. Dopo la poppata pulitegli anche muso, nasino e occhi, con delicatezza.

13) LO SVEZZAMENTO

Con svezzamento si intende il passaggio del gattino dal cibo liquido (il latte materno) al cibo solido. Normalmente lo svezzamento inizia quando i gattini hanno quattro settimane di vita e dura qualche settimana, in genere tra le otto e le dodici settimane i gattini dovrebbero essere completamente indipendenti dal punto di vista nutrizionale dal latte materno.

Per passare dal biberon o dalla siringa, utilizzati per nutrire i gattini abbandonati, alla ciotola di latte e successivamente al cibo solido, possiamo creare delle pappine miscelando il latte per gattini, inizialmente in proporzioni maggiori, al cibo umido (farsi consigliare dal veterinario) fino ad ottenere un composto farinoso. Meglio non utilizzare il latte di mucca perché ad alcuni gattini provoca disturbi allo stomaco e diarrea.

Gradualmente diminuiremo la percentuale di latte aumentando le porzioni di cibo. A sei settimane il gattino dovrebbe essere in grado di mangiare cibo inumidito. Tra le otto e le dieci settimane potremo fornirgli cibo secco non inumidito senza dimenticarci di lasciare sempre a disposizione una ciotola d'acqua fresca nelle immediate vicinanze.

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Catadvisor Team