CHI AMA I GATTI E' GENIALE

Chi ama i gatti è geniale! In questo articolo parleremo di 5 pittori famosissimi che amavano i loro gatti.

I gatti avendo una natura solitaria, indipendente, originale e istintiva sono sempre stati degli ottimi compagni ispiratori dei nostri artisti: pittori, scultori, poeti e artisti di ogni tipo. Nel gatto si riconoscevano e ne traevano grandi ispirazioni. 
Sinuosi ed eleganti, i gatti sono sempre stati protagonisti dell'arte... E grandi amici degli artisti.

Il gatto passa rapidamente da un essere amabile e tranquillo o a un animale istintivo, selvatico e indomabile e gli artisti si rispecchiavano nella loro natura.

 

Inoltre il gatto si è sempre adattato perfettamente ai differenti ambienti che lo circondavano, da realtà rurali ai comodi ed eleganti appartamenti potendo accompagnare gli artisti in ogni situazione.

Il gatto ha conquistato con la sua personalità misteriosa un ruolo di notevole importanza nell’arte. La presenza del gatto nei quadri è ricca di significati simbolici che ne scaturiscono una lettura parallela attraverso opere e quadri favolosi.

I primi gatti rappresentati in pittura risalgono all’antico Egitto, ritratti nelle vesti di una divinità.

Leonardo da Vinci dedicò a lui studi in cui lo raffigura nella lotta, nella pulizia personale, nel gioco e nella caccia e li definì “un capolavoro”.

 

Ogni artista ha sviluppato un proprio modo di dipingere o rappresentare il piccolo felino, ognuno seguendo la propria idea e la propria esperienza di vita con i gatti.

VEDIAMO I GATTI DI:

Henri Matisse

E’ il più grande esponente del Fauvismo. Ha un grande amore ed empatia per i gatti e per tutta la vita li volle al suo fianco. Minouche e Coussi  sono i suoi più grandi a-mici e sono stati ritratti in molte bellissime foto con il pittore.

Matisse era estremamente legato a questi due gatti e diceva che sulle loro fronti si potesse vedere la forma di una M, come Matisse. Ovviamente i gatti sono stati fonte di ispirazione di alcuni dipinti molto famosi.

Andy Warhol

E’ il fondatore della Pop Art. Anche lui è un gran amante dei gatti. Li dipingeva con colori sgargianti.
Negli anni 50 Warhol viveva con la madre e con più di 20 gatti in un appartamento a NewYork.

Nel 1954, autopubblicò in edizione limitata un libro d'arte con litografíe colorate a mano intitolato: 25 gatti chiamati Sam e una gattina azzurra. Nel libro ci sono solo 16 gatti chiamati Sam e non 25 come scritto nel titolo. All’interno del libro li troviamo ritratti con colori vivaci.

 

Il primo gatto di Andy e sua madre si chiamava Hester, poi adottò Sam per fare compagnia a Hester.

Poco dopo, la passione per questi piccoli felini, li portò ad aumentare il numero dei coinquilini felini fino ad arrivare a 25 gatti dentro il loro appartamento di New York.

Warhol e sua madre también autopublicarono un altro libro sui gatti, Holy Cats (gatti sacri), in cui si raccontano le avventure di Hester in cielo.

 

Paul Klee

 

«Per i gatti che amano l'arte, per gli artisti che amano i gatti, per coloro che amano entrambi.»

Paul Klee in principio non amava i gatti e non aveva mai avuto gli animali, ma ammalatosi, incurabile, si ritura in una casa forestale. Si isola da amici e parenti ed entra in una profonda depressione. Un giorno c’è l’inaspettato risveglio alla vita e verrà visto nei boschi seguito da un gatto nero. Si racconta che il gatto enti un giorno nella casa forestale e da allora sono stati sempre insieme e da quel momento il suo gatto nero, chiamato Bobby, sarà il protagonista di quadri, xilografie, autoritratti del pittore.

 

Pablo Picasso

E’ il fondatore del cubismo. E’ uno tra i pittori più amante dei gatti. Ebbe due gatti. Rimane affascinato guardando la loro energia e il loro movimento.

Pablo Picasso li ritrae in molti quadri. Sono rappresentati nella loro natura istintiva predatoria, selvatica.

I gatti nei quadri di Picasso sono “affilati” e li ritrae con crostacei per creare una scena di lotte dove gli animali si affrontano con forza utilizzando le loro armi affilate. Gli artigli dei gatti, sono ben visibili, ad uncino e ancorati al terreno. Le scene ritratte sono di una durezza estrema.

Salvador Dalii

E’ uno dei maggiori pittori surrealisti.

Una personalità tra la genialità e la follia. da adolescente espone alcuni suoi dipinti presso il teatro municipale della sua cittadina e riscuote un significativo apprezzamento critico.

 

Amava dei gatti il mistero, l’essere schivi, l’indipendenza e le forme sinuose e sensuali.

Negli anni ’60, Dalì comprò un Ocelot chiamandolo Babou e lo portava sempre con lui, tenendolo al guinzaglio. Una volta, al ristorante, per tranquillizzare una persona gli disse che era un semplice gatto appena uscito da uno dei suoi dipinti… Dubito che si sia tranquillizzato :-D